Home NEWS VITA DURA PER I BAGARINI: DAL 1 LUGLIO BIGLIETTI NOMINALI

VITA DURA PER I BAGARINI: DAL 1 LUGLIO BIGLIETTI NOMINALI

155

Chi è appassionato di musica (soprattutto live), sa bene quanto sia difficile riuscire ad accaparrarsi un biglietto per un grande concerto. E ogni anno diventa sempre più difficile. Tutti esauriti, dopo solo pochissimi minuti (a volte è addirittura questione di secondi) dall’apertura delle vendite.

Questo perché i cosiddetti “bagarini” ne acquistano in quantità enormi, per poi rimetterli in vendita sui siti di “secondary ticketing”, con prezzi più che raddoppiati.

Arrivano però buone notizie. Dal 1 Luglio, infatti, i biglietti per i grandi eventi musicali saranno tutti nominali.

Il problema era già sotto gli occhi di tutti. Lo stesso Vasco, per cercare di correre ai ripari, dal 2017 aveva optato per i ticket nominali.

Ma ora ci ha pensato il governo. La norma, approvata nella manovra di bilancio 2018, riguarderà solo gli eventi di quella che viene definita come “musica popolare contemporanea” (pop, rock e rap), organizzati in luoghi la cui capienza supera le 5000 unità. Saranno esclusi tutti gli spettacoli di lirica, jazz, danza, balletto, circensi e gli eventi sportivi di medio/piccola portata, per i quali è al vaglio un’apposita norma.

Cosa cambia in definitiva?
Quasi tutto.

Al momento dell’apertura delle vendite, ogni persona potrà acquistare fino a un massimo di 4 biglietti nominali.
«Sul tagliando verrà riportato il proprio nome, quindi il biglietto non sarà cedibile se non in casi particolari, o seguendo uno specifico procedimento. Così facendo i siti di bagarinaggio entreranno in crisi. Basterà presentarsi all’ingresso dell’area concerto con il proprio biglietto con su scritto il proprio nome, accompagnato da un documento valido. Lo staff controllerà che i nomi coincidano e darà il via libera all’accesso».  », spiega il parlamentare del M5s Battelli. 

Cosa fare in caso non potessimo partecipare all’evento?

Basterà contattare la piattaforma sulla quale abbiamo effettuato l’acquisto, che provvederà a metterlo nuovamente in vendita sul proprio circuito, rimborsando l’acquirente. Il tutto pagando una cifra forfettaria che dovrebbe andare da 1 a 4 euro.