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SANREMO 2019: Mattia Briga in conferenza stampa “Duetterei con Sfera ebbasta…”

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In conferenza stampa, questa mattina, non era presente Patty Pravo a causa di un mal di testa, ma il confronto con Mattia Briga è stato comunque un momento di assoluto interesse. Il giovane artista si è dimostrato da subito disponibile a raccontare un pò di se e della sua musica, a soli 30 anni ha già pubblicato la bellezza di otto album e vanta tantissime collaborazioni di alto livello, tra cui Antonello Venditti e Tiziano Ferro .

Il nostro Fabio in compagnia di BRIGA

Mattia Briga, ieri cosa hai pensato in quei minuti sul palco di Sanremo?

Mattia Briga: “Ho pensato che capitano tutte a me. Patty Pravo si è sostituita alla conduzione, io che sono uno di tante parole non sono riuscito a dire nulla. L’esibizione credo sia andata molto bene nonostante l’emozione di essere al debutto su un palco così pesante per la musica italiana. Non ero da solo però ma con una signora che ha 10 partecipazioni a Sanremo. Mi posso aggrappare a lei, sono molto felice”.

I tuoi miti della musica italiana quali sono?

Mattia Briga: “Ho tante collaborazioni nel nuovo album, ho Antonello Venditti, Patty Pravo, Tiziano Ferro, Gianluca Grignani. Poi naturalmente Lucio Battisti, Claudio Baglioni e Francesco De Gregori sono quelli che ho sempre ascoltato e sono i miei preferiti”.

Credo che l’esibizione vada riascoltata per gli inconvenienti, il testo era più comprensibile alla lettura. Come sta la luce alla stazione?

Mattia Briga: “Non è mai uguale a se stessa, può essere intermittente o illuminare un treno fermo. E qualcosa che sta lì e ha visto passare tanta gente. Non è una frase da spiegare, non c’è cosa più bella che far capire allo spettatore quello che vuole capire da una canzone. A volte le spiegazioni non mi hanno affascinato. Le parole di una canzone evocano delle immagini che sono solo nostre”.

Mi è sembrato di capire che gli autori di Patty Pravo hanno cercato te. È così? Ci saresti andato da solo?

Mattia Briga: “Io ci ho pensato negli anni precedenti, ma evidentemente il pezzo non è mai arrivato e si è perso su internet. Si vede che era destino ed ero felice. Nonostante io vengo dal mondo rap italiano non è strano che collabori con cantanti di questo tipo. Ho collaborato con artisti del calibro di Patty Pravo, è vero che l’entourage e lei mi hanno cercato e mi ha voluto fortemente. Stavo tornando a casa dopo una lunga sessione di registrazione, ho ascoltato il brano alla radio e sono tornato in studio per rileborarlo. Io essendo un autore che pubblica romanzi per giustificare la mia presenza mi sono permesso il lusso di riscriverlo e reinterpretarlo a mio modo”.

Se avessi potuto scegliere un’altra artista chi avresti scelto per il festival?

Mattia Briga: “Io quelli con cui vorrei cantare sono super ospiti, canterei volentieri con Antonello Venditti e magari gli imbocco sul palco quando ci sarà. Mi piacerebbe da morire duettare con Raf, lo amo e lui lo sa. C’è un disco di Raf “Collezione temporanea dove lui riarrangia con il sassofono i suoi pezzi degli anni ’80 ed è uno dei dischi più belli della musica italiana. Ci vorrei collaborare anche fuori da Sanremo”.

Visto che vieni dal mondo del rap con chi della scena trap vorresti collaborare?

Mattia Briga: “Mi piace molto Sfera Ebbasta, credo che ogni genere abbia il suo mondo e il suo vocabolario e lui è un ottimo esponente di questo genere. Per il rap mi sarebbe piaciuto regalare un ritornello a Noyz Narcos perché è un ragazzo di Roma come me e da paura”.

Tu e Patty Pravo con stili completamente differenti, in che modo li avete miscelati?

Mattia Briga: “Penso che sia una differenza estetica nel vestirsi, c’era un bel contrasto perché lei è molto stravagante. Penso che però sia una delle poche che possa farlo perché è in grado di saper portare tutto. Il problema è relativo alla superficie, noi in realtà siamo due anime molto vicine e ci divertiamo tantissimo. La cosa più bella che io ho avuto il piacere di Patty Pravo non è stato cantare insieme, ma parlarci perché lei è un pozzo di storia e cultura della musica italiana. Mi diverto tantissimo ad ascoltarla, quando a Roma la vado a trovare la riempio di domande e l’altra volta ascoltavo Gabriella Ferri e le ho chiesto “Patty perché hai delle uscite in romano da Veneziana?” lei mi ha risposto che glieli aveva attaccati lei. Quando le ho chiesto di Tenco mi ha detto che era bello tanto da non farla dormire. Mi ha detto questa frase che è un brivido vero”.

La canzone è un’immagine che racconta anche di noi, qual è quella che rivivi quando sei vicino ad un mostro sacro come Patty? Perché ti sei messo in ginocchio?

Mattia Briga: “Io durante Amici mi inginocchiai per cantare. In quella canzone si parlava di una dipartita fisica e metaforica di una persona che ho amato molto, mi dissero che mi sarei dovuto inginocchiare e io risposi che lo faccio solo per cantare la mia canzone. L’ho fatto quando è cominciata la parte rap che ho scritto io e dà velocità al brano. E giusto però che io mi inginocchi davanti a Patty Pravo e la devo venerare perché se sono qui è grazie a lei. L’immagine è descritta anche nel video che uscirà a breve, non è ben definita in uno spazio tempo perché mi sembra di essere in un limbo in cui c’è una luce intermittente. È un’immagine di instabilità perché ci proponiamo di vivere la vita con leggerezza senza farci condizionare dalla possibilità del fallimento, noi esseri umani non dobbiamo aggrapparci ad un appiglio ma accettare tutto quello che ci capita con leggerezza. La paura non deve schiacciare, ma deve essere propositiva. Non sono sicuro che farò questo nella vita, ma è così”.

Ti vedi più come autore di romanzi o canzoni nel tuo futuro?

Mattia Briga: “Sicuramente canzoni, ma io sono davvero uno che scrive. Non c’era bisogno che mia madre mi mettesse in punizione io lo facevo di mio sempre. Il mio modo di scrivere traduce molto di quello che poi butto su un foglio per le canzoni. Ma mi rendo conto che nella vita non è stato sempre così. Ho scritto un romanzo in risposta alle opinioni pregiudizievoli che avevo ricevuto nella mia esperienza televisiva, lì spiegavo gli ultimi anni della mia vita come rincorsa a questo sogno. Poi sono molto fiero del romanzo “No cocaina. Una storia d’amore e autocombustione” sulla difficoltà di instaurare delle relazioni sane. A me piace scrivere, poi non so cosa accadrà”.

C’è qualcosa che ti ha detto per aiutarti ad affrontare Sanremo ieri sera?

Mattia Briga: “Ho dei video che testimoniano come lei ci abbia messo tutta se stessa per insegnarmi un valzer. Il mio modo per alleggerire la tensione è stato buttarla in caciara. Lei è una donna che ama ridere e scherzare e per questo sto così bene con lei. Non è permalosa, tantissimi sono così e non gli puoi dire nulla mentre lei è fantastica”.

Duetterai davvero con Antonello? In questo momento sei più rapper o pop?

Mattia Briga: “Magari nei suoi concerti a Roma. Qualsiasi cosa dico non mi piacerebbe, in Italia si tende per convenienza a dare un’etichetta ad un’artista. Io non so come facilitarvi la vita, io quest’anno sono a Sanremo con Patty Pravo come cantante. Il mio disco per i 10 anni di carriera non sarà cantautorato. L’ultimo album invece non aveva una riga di Rap e l’ho prodotto insieme a Boosta. Sono capace di creare però fuori un disco completamente agli antipodi di quello precedente. Sarò all’ottavo o nono album, quello che amo è dare un’idea di versalità che è quel che mi contraddistingue”.

Hai appena detto che 10 anni di carriera hai fatto diversi album, ma il tuo passato ad Amici quanto ti ha aiutato e quanto ti ha limitato nella scrittura?

Mattia Briga: “Amici non mi ha limitato per niente perché si sono resi conto che potevano fare emergere le mie potenzialità e le mie caratteristiche con gli strumenti giusti. Ho avuto un’esposizione importantissima che è durata un anno, è stato un trampolino di lancio importantissimo. Io ci tengo sempre a rettificare su un paio di cose, perché i concorrenti che vanno ai talent vengono messi sullo stesso piano. Non sono egocentrico, ma è inesatto. Io rispetto agli altri avevo iniziato il mio percorso già diversi anni prima e avevo cantato alle 6 di mattina al forum di Assago con 20 mila persone che cantavano la mia canzone a squarciagola. Amici è una scuola e mi ha aiutato, se metti tutti i giorni a lezione uno che non ha una grossa esposizione canora comunque migliora. Mi rendo conto solo adesso quanto sia fantastico essere qui a Sanremo, anche questa intervista che sto vivendo adesso mi riempie e arricchisce il mio bagaglio culturale”.

È sensazionale quello che scrivi, hai 10 anni di carriera puoi raccontarci i momenti particolari della tua scrittura? Sei anche molto social, racconti tanto di te con Instagram e dovremmo sottolineare che ci sia un artista alla tua età che scrive bene.

Mattia Briga: “Sicuramente il fatto che sia stato allenato alla scrittura e alla lettura dalle materie umanistiche mi ha aiutato molto, a 18 anni ho studiato all’estero e parlo bene quattro lingue. Molto spesso si sottovaluta il passato di un ragazzo, che anche a 20 anni ha un piccolo passato. Io spesso faccio riferimento alle mie storie personali. Scrivo per me, per stare meglio e la cosa più importante per me sono le relazioni umane. Mi rendo conto di essere una frana, sono anche abbastanza empatico, ma quando capisco che ho fallito una relazione mi faccio un’autoanalisi scrivendo. Io ci provo a impostare una cosa in un determinato modo ma cado sempre nelle trappole della vita. I miei genitori sono separati da quando sono piccolo ed è una cosa che ha forgiato il mio modo di pensare e relazionarmi agli altri, di vivermi gli amori. Non voglio fare vittimismo e amo i miei genitori e non punterei mai il dito su uno di loro. È un dato di fatto e proprio per questo è instaurare una relazione di un certo modo. Io la cosa che voglio di più nella vita è trovare una persona con cui costruire un mio nucleo e restare uniti per sempre, con tutti i problemi che possono sorgere. Io sono e sarò sempre l’ultimo che lascerà la barca quando sta affondando tutto, io sono come Titanic che muore sul pezzetto di legno infatti vengo sempre lasciato”.